ITALIA, PRIMI DISTRIBUTORI A SECCO: ECCO COSA STA SUCCEDENDO

Brutte notizie per gli italiani che stanno rientrando dalle ferie. Ecco cosa sta succedendo ai distributori italiani in questi giorni.

La dura protesta del sindacato a Taranto

Potrebbero esserci bruttissime notizie per gli italiani al rientro dalle ferie: non solo il caro bollette, ma anche una vigorosa protesta degli autotrasportatori che potrebbero lasciare la pompe di benzina a secco.
La zona più a rischio è quella di Taranto. Qui, durante l’ultima assegnazione dell’appalto, gli autotrasportatori di Taranto, appoggiati dal sindacato, hanno protestato contro Eni. Così ha scritto il sindacato:

“Dopo anni in cui l’appalto rete ed extrarete è stato affidato direttamente, da parte di Eni sempre alla stessa ditta genovese, la G&A, si è proceduto ad una gara quantomeno strana, in cui a vincere è stata nuovamente la stessa società, che ha deciso di utilizzare autotrasportatori che provengono da fuori Taranto e di lasciare a casa quelli del territorio che da tanti anni si occupano del servizio. A Taranto vengono lasciati i veleni, mentre il lavoro ed il profitto vengono portati via, mandando sul lastrico gli autotrasportatori locali, necessariamente tagliati fuori. Eni non procede così in altre Regioni italiane, invece fa questo a Taranto, che si conferma terra franca, conquistata da chi viene da fuori e non rispetta affatto i lavoratori locali. In discussione ci sono decine di posti di lavoro di piccoli autotrasportatori che lavorano da anni all’interno dell’appalto della raffineria”

La risposta di Eni

Eni però rassicura i lavoratori di Taranto con una nota, facendo intendere che non cambierà molto dagli scorsi anni e che invece garantisce come sempre il lavoro anche agli autotrasportatori della zona, garantendo “il proprio impegno al fine di garantire i servizi di autotrasporto con l’attuazione di meccanismi di salvaguardia in merito alle ricadute sull’indotto locale”

Aggiungendo che l’appalto è stato:

assegnato agli stessi due fornitori che da tempo effettuano il servizio, prevede il ricorso a una quota pari al 50% di trasportatori locali, così come in passato”.

Quindi è stata garantita la “continuità e vigila affinché i requisiti contrattuali siano rispettati dai due appaltatori, i quali hanno facoltà di individuare le ditte locali con le quali operare, ovviamente nel pieno rispetto degli standard imposti da Eni


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