Ippolito: “A gennaio si rischia la terza ondata, dobbiamo essere attenti”

Tutti noi italiani abbiamo vissuto freneticamente le famosi due famosi del coronavirus: la prima ondata e la seconda ondata.

La prima ondata ha coinciso, almeno nel nostro Paese, con un lockdown completo, una quarantena forzata.

La seconda ondata, invece, la ricorderemo per i coprifuoco regionale, con limiti di uscite e divieti di assembramenti in tutto lo Stivale.

Quello di cui si inizia a parlare, e che spaventa, è il rischio di una terza ondata.

Una terza ondata ci sarà? Il coronavirus non verrà debellato prima di essa? Come dovremmo comportarci in tal caso?

Per nostra fortuna, è intervenuto l’esperto Giuseppe Ippolito.

Terza ondata dopo Natale?

Giuseppe Ippolito ha parlato dei rischi di una terza ondata da contagio per coronavirus dopo Natale. E, verosimilmente, all’inizio del 2021.

Giuseppe Ippolito è il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma e componente del Comitato Tecnico Scientifico, con il quale è sceso in prima linea nella lotta alla malattia infettiva che attanaglia il mondo. In più, è collaboratore con il pool di esperti del Governo. Insomma, un vero esperto in questo campo.

Secondo Ippolito, il rischio di attraversare una terza ondata è più che concreto. 

I calcoli degli esperti, vedono la situazione peggiorarsi intorno a gennaio o febbraio del 2021. 

Questi dati, ovviamente, si basano sui numeri che tutt’oggi leggiamo, che ci raccontano sì di un rallentamento della curva dei contagi. Ma non abbastanza drastico da poter dare un libera tutti o per considerare una storia passata il contagio da coronavirus.

Terza ondata, come si può evitare?

Giuseppe Ippolito ha parlato dei rischi che la terza ondata potrebbe portare su tutto il territorio italiano. Ma ha parlato anche come essa si possa evitare.

Innanzitutto, bisogna continuare a rispettare le linee guida del Governo. E quindi, tutti i meccanismi di prevenzione e lotta al contagio, dovranno far parte delle nostre abitudini ancora per un po’.

Mascherine, igienizzazioni, ma soprattutto, divieti di assembramenti.

Il Comitato Scientifico dello Spallanzani di Roma si è detto sicuro: sono gli assembramenti a creare i focolai, e sono gli assembramenti che permettono al coronavirus di circolare.

Dunque, niente più cenoni o pranzi di Natale. O meglio, si potranno fare, ma solo con la propria stretta famiglia e con qualche congiunto.

Il Natale 2020 sarà così, ma Ippolito si è detto fiducioso per un Natale 2021 come la tradizione ha sempre voluto.

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