bambina si suicida per una sfida

Ragazzina di 12 anni muore nella sua stanza

12 enne si impicca in stanza

12 anni, tutta la vita davanti a se, ed invece decide di togliersi la vita nella sua cameretta. Accade a Borgofranco d’Ivrea, provincia di Torino. La procura apre fascicolo per istigazione al suicidio.
lo zio della piccola afferma: “Per me è colpa di Tik Tok, non aveva alcun motivo per togliersi la vita
La procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, per ora è contro ignoti, ma gli inquirenti stanno lavorando per trovare i responsabili.
come già capitato in passato,  Le modalità con cui la ragazzina è stata trovata impiccata con la cintura di un accappatoio stretta intorno al collo, ricorda una delle sfide mortali tristemente nota su Tik Tok. Anche per questo gli investigatori stanno scandagliando il cellulare e il computer della ragazzina.
TikTok per contrastare questo fenomeno, ha bloccato l’accesso ai minori di 13 anni, ma basterà un click per non farli più entrare sul famoso social?
Questa vicenda “grave e triste“, come la definisce il procuratore di Ivrea nasconde forse un disagio esistenziale della bambina, che non l’aveva condiviso nemmeno con la sua famiglia,
e che potrebbe essersi alimentato nelle chiacchiere tra coetanei, sulle chat e sulle conversazioni che ora sono sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, per controllare se ci siano stati anche eventuali episodi di bullismo

Il fenomeno Tik Tok

Quello che emerge nel caso di Borgofranco, però, è piuttosto un piano organizzato chiacchierando tra amiche senza il filtro di chat e social. “Al momento non sembra emergere l’elemento della sfida”, spiega il procuratore capo Giuseppe Ferrando. Se la ragazzina aveva progettato di togliersi la vita o di tentare un’azione estrema andata troppo oltre potrebbe non averlo progettato da sola.

gli investigatori sospettano, che anche altre compagne di classe avrebbero pianificato di commettere lo stesso gesto, ma per fortuna non lo hanno fatto. In queste ore, le forze dell’ordine stanno parlando anche con i genitori dei compagni di classe della vittima. La procura ha chiesto di analizzare le centinaia di chat trovate sul cellulare della ragazzina anche per chiarire il contesto in cui questo piano potrebbe essere maturato ma che, con ogni probabilità, è stato deciso parlando di persona tra amiche.”E’ un’analisi che richiederà tempo”, spiega Ferrando.

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