ENZO IACCHETTI, LO STRAZIANTE ANNUNCIO IN DIRETTA TV: “È MORTO A 60 ANNI”

Lo storico conduttore di Striscia la Notizia, ha rotto il silenzio e dopo anni, ha esposto i suoi pensieri riguardanti un grave lutto che l’ha colpito. Ecco di cosa si tratta.

L’inizio della sua carriera

In una recente intervista, lo storico presentatore ha raccontato i suoi inizi.
Durante la chiacchierata, sono usciti fuori vari aspetti della sua vita personale che non sono mai venuti a galla fino ad ora.
Per esempio, a inizio intervista, ha spiegato come da bambino ha scelto cosa fare della sua vita lavorativa:

“Ero timidissimo, parlavo pochissimo, ma un regista del mio paese stava preparando uno spettacolo e chiese a mio padre se poteva prendermi per una parte da muto. Gli fu dato il consenso e mi ritrovai sulla ribalta. La sopra cominciai a chiacchierare, non riuscivo a stare zitto. Mi piaceva quel posto: fu una folgorazione”

Ha infatti più volte detto di aver iniziato su un palco dell’oratorio. Crescendo poi, ha dovuto fare i conti con un pubblico sempre più diverso ed esigente:

“Quando suonavo e facevo cabaret nei night, venivano a vedermi anche le prostitute della zona, con i loro protettori. Affrontare questo tipo di pubblico non era facilissimo: se non si divertivano a qualche battuta reagivano in maniera… calorosa. Una volta una cicca di sigaretta accesa mi finì dentro la chitarra, stavo per andare a fuoco”

E continua:

“A fine 1978, dopo la gavetta nei night, approdai al Derby, un’università a numero chiuso, ti insegnava ad affrontare ogni tipo di pubblico. Però le esibizioni duravano fino alle 4 del mattino! Se eri fortunato ed eri tra i primi, ok, ma se ti capitava l’ultima ora beh… era dura far ridere il pubblico rimbambito dal sonno e dall’alcol”

Il grande lutto e rimpianto

Ma quando gli hanno chiesto se della sua carriera fosse soddisfatto, ha risposto lapidario:

“Vorrei che mi offrissero un ruolo da serial killer: faccio sempre il bonaccione, mi piacerebbe fare il cattivo. E non vorrei più avere paura della vita. Forse ne vedo il traguardo vicino”

Ed è proprio parlando della sua conclusione della carriera, che l’intervistatore gli ha chiesto se, in tutti questi anni, abbia mai avuto un rimpianto.
Lui, senza neanche pensarci molto, ha pensato subito a suo padre:

“Non aver parlato mai con mio padre, non andavo mai a trovarlo: avevo 21 anni quando morto a soli 57 anni e vivo ancora questo senso di colpa”


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