L’incredibile notizia dopo la morte del piccolo Mattia.

Alcune volte, dalle tragedie possono comunque nascere delle belle storie. È il caso di Mattia, quattro anni, che purtroppo non sopravvive a una malformazione al cuore.

Mattia però rinasce, in un certo senso, grazie alla mamma e il suo papà che hanno donato i suoi organi ad altri bimbi che ora vedranno attraverso i suoi occhi. Tra le altre cose, non è un momento molto felice per le donazioni di organi, sono infatti crollate drasticamente le donazioni nel periodo di Covid. Continua a leggere l’articolo per saperne di più.

Donare è vita

Mattia Sartori avrebbe compiuto cinque anni il prossimo 21 luglio, purtroppo però è morto domenica 9 maggio all’ospedale Regina Margherita di Torino per una complicazione post-operatoria. L’intervento cardiochirurgico sottoposto a Mattia, per una malformazione cardiaca congenita, sfortunatamente non è andato a buon fine. Mattia Sartori però rivivrà negli occhi dei bambini che riceveranno le sue cornee, perché “Donare è vita”. Tutto ciò grazie ai genitori Laura e Giuseppe, che stretti nel dolore al loro primo figlio, più grande di Mattia, hanno deciso di donare i suoi organi, gesto che rispecchia l’altruismo e la solarità che contraddistinguevano il bambino. Un grande gesto che potrà permettere ad altri bambini di tornare a vedere, ma anche per sensibilizzare il periodo di crollo drastico per le donazioni di organi dovuto al Covid.

Il calo dei trapianti nell’ultimo anno

Donare gli organi: informazioni per una scelta consapevole

A conferma di questo, come riporta la Repubblica: “In Italia sono oltre 200 i bimbi in lista d’attesa per un trapianto, oltre 8mila le persone totali in attesa, ma in parallelo il calo dei trapianti è stato circa del 10%. Un trend che il Piemonte sta registrando nei primi 4 mesi del 2021, restando però stabile durante l’anno del lockdown.

In aggiunta spiega il presidente regionale di Aido, Valter Mione: “Lo scorso anno, non abbiamo registrato cali, invece fisiologici all’inizio di questo. Non diciamo che sia in controtendenza ma nonostante le difficoltà avute da diverse realtà, gli operatori sanitari hanno fatto miracoli nella nostra regione“.


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