Obbligo del vaccino. Ora è ufficiale!

Coronavirus, obbligo vaccinale per personale medico e sanitario: ecco le sanzioni per chi non lo rispetta

Per chi ancora non lo avesse bene in mente il vaccino è l’unico rimedio per uscirne vivi dalla lotta contro il coronavirus. In Italia la somministrazione del vaccino è ancora facoltativa, una decisione che forse nel prossimo decreto sarà rivista.

L’obbligo di vaccinazione però riguarderà solamente alcune categorie come: medici, operatori sanitari e farmacisti. Questo almeno è quanto si apprende da Fanpage.it, che ha annunciato alcune anticipazioni del nuovo decreto approdato il 31 marzo al Consiglio dei Ministri e che sarà in vigore dal 7 al 30 aprile. Cosa succederà quindi a chi non vorrà vaccinarsi? Continua a leggere per scoprirlo.

L’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario

Scatta quindi l’obbligo per personale medico, infermieri e operatori delle Rsa di vaccinazione anti-Coronavirus. Questo è quanto è stato trapelato dalla bozza del decreto legge, che prevede addirittura la sospensione dal lavoro senza retribuzione, questo nel caso non fosse possibile affidare a tale persona un’altra mansione, anche inferiore. Tale provvedimento è stato adottato per tutelare la salute pubblica e come si legge nel documento: “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie, paramediche e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2.

Per chi viene meno l’obbligo vaccinale?

L’obbligo di vaccinazione come si legge sempre sul documento “costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative dai soggetti obbligati”. L’unico caso in cui il dovere decade è nel caso in cui venga accertato una reale minaccia per la salute.

Questo però dovrà essere certificato da un attestato del medico di medicina generale che dovrà documentare le specifiche condizioni cliniche. Ogni ordine professionale territoriale dovrà poi, entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, trasmettere l’elenco dei suoi iscritto, così come i datori di lavoro dovranno farlo per i loro dipendenti.

Siete d’accordo con questo provvedimento in vigore dal prossimo decreto? Fatecelo sapere nei commenti!

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