Vaccini Covid-19, la rivelazione shock!

Coronavirus, perché i vaccini anti-Covid di Pfizer e Moderna sono più efficaci negli uomini che nelle donne? I risultati di uno studio

L’Italia da qualche mese ha iniziato a respirare di nuovo, dopo aver vissuto un lungo periodo di paura dovuto alla pandemia da Covid-19. In questa fase il Bel Paese ha visto alternarsi una serie di colori, rosso, arancione, giallo con le rispettive disposizioni. Molte attività sono state chiuse per più di un anno e i numeri del contagio non sembravano volersi fermare.

La scoperta dei vaccini ha permesso di tornare a riprendere gradualmente la vita quotidiana, a riassaporare giorno per giorno cose che da un anno a questa parte sono diventate azioni eccezionali, come il semplice prendere un caffè al bar. Ma questi vaccini, in base alla loro tipologia, che effetti hanno sulle persone? Per saperne di più, continua a leggere l’articolo.

 

 

 

La scoperta sconcertante

Prima di parlare degli effetti che possono portare i vaccini, è bene distinguerne le varie tipologie: AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer. Questi sono quelli che attualmente sono stati analizzati e accettati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), quindi la cui efficacia è stata testata. Ma quali sono le conseguenze di questi vaccini? Quali i loro effetti sulle persone? In merito a queste domande, è stata fatta una scoperta sconcertante, che ha lasciato gli studiosi senza parole.

 

 

 

Riportati i dati

AIFA approva l'utilizzo del vaccino Comirnaty per la fascia di età 12-15 anni

Analizzando i vari casi, gli esperti del settore hanno notato che in linea di massima la maggior parte di questi vaccini tutelano più gli uomini che le donne. Parlando in termini di percentuali, il Moderna ad esempio va a coprire la salute degli uomini al 95,4%, mentre per le donne al 93,1%.

 

Lo stesso discorso vale per Pfizer-BioNTech, che va a difendere gli uomini al 96,4% e solo al 93,7% le donne. Ma da cosa dipende questa abissale differenza? Gli studiosi hanno capito che la questione ha a che fare con le cellule immunitarie denominate natural killer (NK), che negli uomini sono più attive rispetto alle donne nell’assimilare le particelle che caratterizzano i vaccini. Ciò non toglie che i vaccini sono l’arma più forte che abbiamo per contrastare e per fermare il Coronavirus, quindi a prescindere dalla percentuale di copertura, è bene farlo.

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