Zona rossa e divieto di spostamento, ecco il nuovo DPCM in vigore da oggi

Le nuove normative del Governo hanno colpito tutta la Lombardia.

L’ultima ora del momento è relativa al nuovo DPCM che è scattato in Lombardia nella giornata di oggi, 21 dicembre.

Cosa succederà alla Lombardia in questi giorni?

Cosa succederà al resto dell’Italia, e come dovranno agire i lombardi?

Sono domande che in queste ore si stanno facendo tutti.

E che, purtroppo, non hanno risposte confortanti.

L’incubo coronavirus is avvicina alla sua fase più pericolosa, la temibile terza ondata.

E, ovviamente, l’incubo è ancora più buio: il virus è mutato.

Divieto di spostamenti in Lombardia, a partire da oggi

Il nuovo DPCM modificato dal Governo Conte imposto per le festività di Natale e Capodanno, ha reso tutta Italia zona rossa.

L’Italia, dunque, sarà zona rossa a partire dal 24 dicembre fino al 6 gennaio.

Le deroghe per i cittadini saranno soltanto attuabili nelle giornate dei festivi e dei prefestivi. In questi giorni, i cittadini potranno lasciare la loro abitazione e raggiungere addirittura altri comuni.

In Lombardia è stato emesso un comunicato che la rende una Regione con delle regole diverse.

La Lombardia, a partire da oggi, è tutta zona rossa.

Questo significa che, dati i numeri alla mano che non sono di certo incoraggianti, dalla Lombardia non si può né uscire né rientrare.

Una soluzione drastica, difficilmente digeribile, ma che fa il paio con il DPCM di Natale modificato, che impone limiti e vincoli anche a tutto il resto dell’Italia.

Nuovo DPCM in Lombardia, ora cosa accadrà?

Il nuovo DPCM ha portato con sé non poche polemiche.

Come di certo ricorderete, la Lombardia è stata la prima Regione a zona rossa nella prima ondata.

Il numero di casi più alti si è registrato proprio a Milano e a Bergamo, e poco dopo anche in Veneto.

In quel periodo, si registrò un dannoso esodo di persone fuorisede e pendolari di ritorno alle loro abitazioni. Principalmente al sud.

Questo, aveva comportato una diffusione del virus anche fuori dai confini della Lombardia, “esportandolo” in tutto il sud fino a quel momento piuttosto salvo.

Adesso il rischio si sta ripresentando.

Eppure, secondo le prime stime, sembra che l’esodo sia diminuito del 60% rispetto a quello che coinvolse tutti i lombardi durante la prima ondata.

Forse, i cittadini iniziano a capire la gravità della situazione?

Beh, meglio tardi che mai…


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