15 ottobre: il pignoramento

Pignoramento dai conti correnti: fate attenzione dal 15 ottobre

L’Agenzia delle entrate, è già sul piede di guerra, ed è pronta a ripartire con delle severe sanzioni.

Già dal 15 ottobre, si prevedono delle ingiunzioni, che stanno terrorizzando milioni di italiani in difficoltà economica, che prima si erano visti “bloccati” i loro debiti, a causa del Covid-19.

Il 15 ottobre, sarà una data da segnare sul calendario, per tutti quegli italiani che hanno debiti con il fisco, e che per un determinato periodo di tempo, non hanno dovuto pensare a questi pignoramenti, a causa del blocco temporaneo per la pandemia da Covid-19

Vediamo, chi sono le persone più esposte, a ricevere tali pignoramenti.

Il pignoramento

Con l’attenuarsi delle restrizioni da Covid-19, finisce anche questo periodo di tregua fiscale, concessa dal governo italiano, a tutti coloro che non avevano ancora saldato interamente le loro cartelle esattoriali.

Gli uffici territoriali del fisco sono preposti ai controlli minuziosi, già a partire dal 15 ottobre 2021, infatti, potranno esserci notifiche di ingiunzioni di pagamento, e addirittura procedere con azioni di pignoramento del conto corrente

Molte categorie di dipendenti, dal 15 ottobre vedranno pignorarsi dal proprio conto corrente, le somme dovute allo stato.

Dal 15 ottobre, molti dipendenti statali, privati, e parecchi possessori di partita iva dovranno preoccuparsi dei loro risparmi nei conti correnti, perché non saranno più al sicuro dal grande occhio dello stato italiano.

Come sappiamo, il pignoramento essendo un atto esecutivo, prevede il blocco dei beni del debitore, a favore del creditore.

Sarà possibile pignorare sia i beni mobili, che immobili.

Il pignoramento potrà avvenire tramite queste modalità:

  • immobiliare per beni immobili
  • mobiliare per beni mobili
  • presso terzi per il saldo del creditore, nel caso di un conto corrente bancario italiano (o straniero)

Per i stipendio sopra i 5 mila euro, verrà pignorato un quinto dello stipendio.

Per i stipendi dai 2500 ai 5 mila euro, sarà circa un settimo dello stipendio

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