30 scosse tutto il giorno: l’Italia ha tremato ancora

La terra ha tremato ancora questo fine settimana.

Anzi, è stata praticamente tutta l’Italia a tremare.

La storia sismica del nostro Bel Paese non è di verto rassicurante, e quindi ogni volta che sentiamo notizie (o avvertiamo noi in prima persona delle scosse), il livello di ansia e preoccupazione sale al massimo.

E infatti questo fine settimana, il livello di paura è tornato davvero molto alto.

L’Italia ha tremato, praticamente tutta dal Nord al Sud, e le segnalazioni dei cittadini sono state innumerevoli.

Per fortuna, grazie al lavoro dell’INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), siamo stati in grado di comprendere meglio i terremoti accorsi in questo ultimo fine settimana.

L’Italia ha tremato, da Nord a Sud

Ciò che ha fatto preoccupare maggiormente gli italiani, oltre all’intensità dei terremoti che sono accorsi in diverse zone dell’Italia, è stata proprio questa comunanza di ansia e paura.

Infatti, come raramente accade, praticamente tutta la penisola si è ritrovata a fare gli stessi brutti pensieri, nello stesso brutto periodo.

Questo è dipeso dalle forti scosse che hanno fatto tremare la penisola.

Infatti, le città più interessate, sono state Milano, Foggia, gran parte della Campania, del Lazio, e della Sicilia.

Si parla di scosse che sono arrivate anche a una magnitudo di 4.1 o 4.2, con ipocentri di profondità pari o superiore ai 7 kilometri.

L’INGV ha registrato, in totale, almeno 30 scosse in tutto il weekend.

30 scosse in tutto il weekend, paura in Italia

Proprio così: per ben 30 volte, l’Italia è stata sotto attacco dei sismi.

Ma da dove sono nati questi terremoti? Cosa sta succedendo all’ecosistema del nostro Paese?

Beh, è presto detto.

L’epicentro è stato registrato nel Mar Adriatico, sempre intorno ai 10 km di profondità. Qui si sono ovviamente registrate le scosse più forti, che hanno fatto sobbalzare diversi italiani dalle loro sedie, intorno all’orario serale.

I terremoti sono stati percepiti anche nei Balcani e nei Paesi dell’Est.

 


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