Stavolta le accuse ad Achille Lauro sono pesanti… La risposta del cantante.

Achille Lauro sotto accusa. A far discutere molte persone sono le  performance del cantante romano, che sono state accusate di essere delle “marchette” per il brand di cui Achille Lauro è il testimonial. Prestazioni che come molti sapranno, hanno visto Achille Lauro (pseudonimo di Lauro De Marinis) esibirsi con diversi vestiti al quanto spettacolari ed appariscenti.

A sua difesa il cantautore ha dichiarato che la sua è moda e non marketing, aggiungendo che ogni canzone ha il suo colore. Pesanti quindi le accuse che si stanno muovendo contro il rapper. Continua a leggere per scoprire il pensiero di Achille Lauro su questa vicenda.

Il nuovo album di Achille Lauro

Alla presentazione del suo nuovo album, Lauro ha dichiarato di essere alla continua ricerca dell’immagine giusta da associare ad ogni brano e che dietro ad ogni performance c’è un lungo e sfiancante percorso creativo artigianale: “Chi pensa sia marketing non ha capito nulla, lo vorrei far stare una settimana con noi, mentre passiamo le notti in bianco per creare un’immagine che accompagni la performance”. Ha inoltre spiegato l’artista: “Ogni canzone per me ha un colore e quando mi confronto con altre persone e chiedo che colore è quella canzone, la risposta coincide spesso o si avvicina molto a quello che penso io. Questo significa che ogni canzone è anche qualcosa che si guarda. Da qui nasce la ricerca sull’immagine, da qui nascono le notti insonni a cercare di creare l’impatto visivo.

La risposta alle critiche

Il cantautore romano ha la risposta anche per chi lo ha criticato: “Hanno detto tante stronzate. Che sono un modello di Gucci, un prodotto di marketing. Non hanno capito nulla. Qui si tratta di non dormire la notte per immaginare un progetto e poi toccarlo con mano.

Ho un team di persone che amano il proprio lavoro, a cominciare dal mio manager, al condirettore creativo Nicolò Cerioni, a tutti quelli che lavorano con me che sono stati selezionati sulla base dell’amore che mettono nel proprio lavoro. Siamo artigiani che amano quello che fanno. Chi dice che ci hanno buttato un capo sulle spalle dovrebbe passare sette giorni con noi e vedere quello che facciamo e come lavoriamo. È difficile far capire alle persone quello che c’è sotto.”


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