Assegno INPS da 1700 euro per le mamme casalinghe: cos’è e come ottenerlo

come richiedere bonus mamme casalinghe

Una buona notizia per le mamme casalinghe.

Lo Stato ha deciso di venire in aiuto a tutte le donne che giornalmente si occupano della casa e della famiglia. In particolare, alle neo mamme e donne in gravidanza.

Le difficoltà per i cittadini continuano a pesare sui diversi nuclei familiari; spese, bollette, e imprevisti gravano sui conti degli italiani, che ogni giorno devono fronteggiare insidie di ogni genere.

Inoltre, non tutte le famiglie possono permettersi stipendi elevati che consentano di pagare ogni incombenza. Anzi, è sempre più complicato portare a casa due stipendi. Soprattutto in quei casi dove le mamme sono impegnate a tempo pieno con i propri figli e la gestione della casa, oppure quando si scontrano con la mancanza di lavoro o stipendi molto bassi.

Per questi motivi un aiuto diventa necessario.

E la tutela arriva direttamente dallo Stato: con l’erogazione dell’assegno INPS da 1700 euro, le mamme oggi possono salvaguardare le loro attività casalinghe e contribuire al benessere della propria famiglia.

Ma come si richiede l’assegno? Come viene elargito? Quali sono i cittadini aventi diretti?

Ve lo spieghiamo subito in pochi passi.

Per richiede l’assegno è sufficiente presentarsi al CAF (o Patronato) più vicino, oppure completare la procedura online tramite il sito dell’INPS.

Verranno erogati 338,89 euro al mese per cinque mesi, per un totale di 1.713 euro che la famiglia può spendere come preferisce.

Gli individui che hanno diritto a richiedere l’assegno devono rispettare i seguenti vincoli:

  • aver partorito massimo 6 mesi prima della domanda;
  • aver accolto un figlio adottivo 6 mesi prima della domanda;
  • essere italiani o stranieri con regolare permesso di soggiorno;
  • aver pagato i contributi INPS per almeno tre mesi nei nove prima della gravidanza;
  • in caso di licenziamento o dimissioni, aver pagato i contributi entro diciotto mesi prima della gravidanza;
  • essere un padre rimasto vedovo;
  • non avere un ISEE maggiore di 17.142,46.

Qualora rispettaste tali requisiti, l’ente che ha preso in carico la vostra pratica assegnerà all’INPS il compito di verificare i suddetti dati. Una volta effettuati regolari controlli, riceverete l’esito secondo le modalità indicate al momento della domanda.

Cosa ne pensate di questa soluzione? Lo Stato riuscirà realmente ad aiutare le mamme casalinghe?

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