Aumento dei casi in Italia: molte regioni a rischio cambio colore

Curva dei contagi covid stabile

Si avvicina il fine settimana e come di consueto oltre ad attenderci il tanto agognato weekend, ci i sono i dati aggiornati della pandemia che ci tengono in trepidazione. Mentre nel resto del mondo a far preoccupare ci sono gli Stati Uniti con il numero maggiore di nuove infezioni giornaliero per Covid-19 che si attesta ai novantamila casi. Seguita dal Brasile che secondo i dati dell’OMS si attesta sui venticinquemila casi al giorni per Covid. E per finire, sul podio di questo triste premio, la Russia con quindicimila casi al giorno.

In Europa invece preoccupa la situazione della Gran Bretagna con quattordicimila casi al giorno e la Turchia con ottomila.

La situazione in Italia

Nonostante le varie polemiche degli ultimi giorni, sugli assembramenti nei centri storici delle principali città italiane, nel Bel paese la situazione resta sostanzialmente stabile con un leggero aumento dei casi settimanali (da 84.702 a 84.749), nel periodo che va dal 3 al 9 febbraio 2021. Non si può non notare che in dieci regioni italiane si sia registrato un aumento dei casi che controbilancia invece una diminuzione dei casi in altrettante zone d’Italia. Il pericolo però di un cambiamento di colore per alcune regioni è molto alto. Quali sono le aree più a rischio?

Le zone a rischio

Ad oggi le zone che potrebbero cambiare colore già a partire dal prossimo lunedi 15 febbraio sono: la Basilicata con un +54,9% dalla scorsa settimana seguita da Campania che aumenta i propri casi del 25%, prosegue l’Umbria e l’Abruzzo con entrambe un + 24% e Toscana con un accrescimento del 21%. Sotto la “quota venti” si attestano la Val d’Aosta con un +15,7%, Trento e Bolzano con rispettivamente +2,9% e 15,2%. Infine Liguria +12,6% e Molise +9,6%.
Queste le regioni a rischio “zona arancione”. I dati inoltre rispecchiano anche il rapporto tamponi/positivi, che rimane più o meno invariato a quello della scorsa settimana, con 1.727.685 tamponi effettuati (tra molecolari e antigenici) e un tasso di positività del 4,81%.

Ora sta all’Istituto Superiore di Sanità stabilire, attraverso il monitoraggio settimanale, come cambierà la composizione dei colori delle aree nazionali.
Nel frattempo, nei giorni scorsi, era stata presa la decisione di introdurre mini zone rosse in ventisette comuni del basso Molise.


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