Il drammatico sfogo

Grillo se vuole farsi arrestare vada in carcere, ha ucciso i miei genitori.

Beppe grillo ha ucciso i miei genitori

In questi ultimi giorni il figlio di Beppe Grillo è al centro delle cronache per aver stuprato una ragazza insieme ad altri 3 coetanei.

Beppe Grillo ha recentemente fatto un video dove difende il figlio, nel video afferma:  “arrestate me, invece di Ciro

Il video è stato molto discusso da tutti, per aver ridicolizzato la vittima dello stupro, ed aver difeso il figlio al di fuori di un processo.

Quest’oggi ha rilasciato un’intervista Cristina Pozzi, il suo nome non vi dirà niente perché fino ad oggi non aveva mai rilasciato interviste, alle pagine di un giornale si sfoga:

Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia: era il 21 dicembre 1981, io ero rimasta a casa a giocare ma mio padre Renzo, mia madre Rossana e mio fratellino Francesco non li ho mai più rivisti. Erano a bordo della jeep Chevrolet di Grillo: lui si è salvato, la mia famiglia è morta per colpa sua

La vicenda

La storia di cui parla Cristina riguarda l’incidente stradale, di cui molti non ne sono a conoscenza, avvenuto 40 anni fa quando Grillo, ospite dell’amico Renzo Giberti e dalla moglie Rossana Quartapelle a Limone Piemonte, decise di fare una gita fino a 3000 metri di quota con la sua nuova jeep.

La macchina sulla quale viaggiavano anche il papà, la mamma e il fratello di 9 anni di Cristina nel tragitto finì in un burrone: la coppia e il figlio morirono sul colpo mentre Grillo, che stava guidando l’automobile, si salvò all’ultimo momento saltando fuori dall’automobile, senza neanche tentare di salvare i suoi amici.

Anni dopo, nel 1985 Grillo venne condannato in Corte d’appello per omicidio colposo e nel 1988 dalla Corte di Cassazione.

La condanna fu di “un anno e due mesi di reclusione con sospensione della patente di guida per eguale periodo di tempo”, pena poi annullata perché era incensurato.

Grillo non si è mai scusato

Cristina Pozzi afferma di non aver mai ricevuto neanche delle scuse da Beppe Grillo:

veniva sempre a casa mia e andava a vedere il Genoa con il mio papà. Io l’ho cercato, ma invano. Volevo almeno che mi raccontasse gli ultimi attimi di vita dei miei genitori, che mi desse pace, che mi chiedesse almeno scusa. Poi con il tempo – non ho mai preteso nulla da lui e non voglio farmi pubblicità, non intendo diventare un caso mediatico. Ho solo deciso, adesso che ho raccontato la verità ai miei due figli, di non vergognarmi più.”

Poi continua: “Perché Beppe Grillo è stato capace, con il suo silenzio, di farmi sentire in colpa: Perché non c’ero? Perché ero rimasta a casa? Avrei potuto salvarli? Ogni volta che lo vedo in televisione o lo sento parlare vedo un uomo condannato dal tribunale per l’omicidio dei miei familiari – che non ha scontato neanche un giorno di galera. Adesso chiede di essere arrestato al posto del figlio? Bene: è ora che paghi la sua condanna. Sta vivendo la condanna della vita: perché prima o poi la vita ti presenta il conto e non c’è coscienza che possa sfuggire

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